Non volevano restare oltre il turno di lavoro: bimbo nasce con gravi lesioni

95047.it In data 1 e 2 dicembre 2016, su richiesta della Procura distrettuale, è stata data esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio di medico a carico di tra sanitari del Santo Bambino, Amalia Daniela Palano, sospesa per 12 mesi, Gina Currao, sospesa per 6 mesi e Paola Caprone, sospesa per 4 mesi.
A seguito di una lunga attività investigativa, infatti, si è accertato che in data 2 luglio 2015, in occasione del parto di una giovane ragazza catanese di 26 anni, Deborah P., alcuni dei sanitari che la ebbero in cura, Palano e Currao, per evitare di rimanere a lavorare oltre il proprio orario di lavoro, non soltanto avrebbero omesso di procedere con un intervento immediato cesareo, nonostante i molteplici episodi di sofferenza fetale che il tracciato evidenziava, ma addirittura, avrebbero somministrato alla paziente l’atropina, controindicata in presenza di sofferenza fetale, simulando, in questo modo, la regolarità del tracciato in realtà non sussistente. Le due indagate, inoltre, avrebbero omesso di segnalare questi interventi in cartella e di informare u colleghi del turno successivo, impedendo loro di comprendere immediatamente la gravità del questo clinico.

Anche un altro sanitario, Cairone, pur non essendo a conoscenza degli avvenimenti precedenti, avrebbe posto una serie di condotte negligenti, praticando alla paziente, per ben due volte, la manovra di Kristeller, nonostante il tracciato non rassicurante, e non contattando il neonatologo che, arrivato quando ormai il feto era stato espulso, ha dovuto praticare una rianimazione in estremo ritardo. A causa di questo, il neonato ha riportato lesioni gravissime: grave encelopatia ipossico-ischemica, tetra paresi spastica, grave ritardo psicomotorio, microcefalea, epilessia generalizzata sintomatica. Le indagini della Procura hanno permesso di accertare la circostanza secondo cui, all’ospedale Santo Bambino, le cartelle cliniche sovente vengono redatte successivamente rispetto all’insorgere dell’avvenimento clinicamente rilevante.