Cuoco paternese ucciso in un ristorante a Montecarlo

“Ho commesso qualcosa di grave in un ristorante di Monaco”. Queste le parole che Ricard Nika, 30 anni, cuoco di origine albanese, ma da sempre residente a Bordighera, incensurato, ha detto ai carabinieri della città delle Palme che lo hanno fermato dopo averlo visto vagare, confuso, con gli abiti macchiati di sangue. L’uomo è accusato dell’omicidio del collega Alfio Fallica, 30 anni,siciliano residente a Mentone. Lo ha colpito, durante una lite,con vari fendenti sferrati con un coltello da cucina in una cantina del ristorante “Pulcinella” a Montecarlo. Non ancora chiari i motivi del litigio: il reo confesso, dopo l’arresto non ha più parlato. Dopo l’omicidio, che sarebbe avvenuto quando nel locale non c’erano altre persone, Nika è salito sul suo scooter ed è tornato a Bordighera dove i carabinieri lo hanno fermato,scoprendo anche che aveva una ferita ad un braccio procuratosi durante la lite con il collega ucciso. Ora è in carcere a Imperia.

foto omicidio

 

 

 

 

 

 

 

 

FONTE 

Salinelle, Musumeci sfida Crocetta: “Subito bonifica e salvaguardia dell’area”

“La Regione intervenga con urgenza per la bonifica e la salvaguardia dell’area vulcanologica delle “Salinelle”, ricadente nei territori dei Comuni di Paternò e Belpasso, per la sua valorizzazione scientifica e per rendere il sito luogo idoneo e sicuro ai fini della fruizione da parte di visitatori e studiosi”.

Lo dichiara l’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci, che ha presentato un’interrogazione al Presidente della Regione, all’Assessore del Territorio e Ambiente, all’Assessore dei Beni culturali e all’Assessore del Turismo, sottolineando come, le Salinelle, ai sensi della L.R. n. 25 dell’11 aprile 2012 e del D.A. n. 87 dell’11 giugno 2012, siano state “riconosciute ufficialmente come geosito di tipo “Vulcanologico e Geochimico” e che recentemente, l’area ha avuto l’investitura internazionale di “Geosito di interesse mondiale”.

“Nel gennaio 2016 – si legge nell’interrogazione – il governo Crocetta ha annunciato di voler inserire nella programmazione regionale il progetto di valorizzazione turistica delle “Salinelle” e la realizzazione di altre opere, d’intesa con i Comuni interessati e la Sovrintendenza ai BB.CC. di Catania”.

“Nonostante l’importanza scientifica e turistica delle “Salinelle” – spiega Musumeci – le stesse sono in uno stato di abbandono totale. Cumuli di immondizia si trovano sparsi su tutto il territorio interessato, mentre nessun intervento risulta essere stato realizzato dalla Regione, malgrado gli impegni verbali assunti dal governo regionale, per valorizzare il sito e permetterne una normale fruizione, in totale sicurezza, anche agli appassionati di turismo naturalistico”.

Decathlon richiama il monopattino a rischio rottura

Manubrio a rischio rottura. Per questo Decathlon ha ritirato il monopattino Oxelo Town 7 Ef e Town 9 Ef.

I modelli sono contrassegnati dai codici 1601179, 1601289, 1601181, 591725, 591760, 1601182, 1607701 e 591766 e sono stati venduti dal 1° gennaio 2012 e il 15 settembre 2016.

Come fare il controllo

L’invito ai consumatori, dunque, è quello di rivolgersi ai laboratori dei punti vendita Decathlon presentando la stampa del pdf pubblicato sul sito dell’azienda per un controllo tecnico gratuito. Maggiori informazioni si possono avere al numero 199.15.58.05 (chiamata gratuita da telefono fisso) dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20.

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CATANIA LA POLIZIA DI STATO EVITA UNA STRAGE

Impegnativo intervento di soccorso pubblico compiuto nel pomeriggio di ieri da agenti delle volanti del Commissariato di Librino e dell’U.P.G.SP. presso un appartamento sito al Viale Grimaldi 15, ove è stato sventato lo scoppio di una bombola di gas lasciata deliberatamente aperta dal proprietario di un appartamento con la chiara intenzione di distruggere l’abitazione a causa di liti con il vicinato.

La volante del Commissariato di Librino, mentre transitava per il Viale Grimaldi notava un uomo correre a piedi e lo bloccava: chieste spiegazioni del perché stesse correndo, l’uomo spiegava che aveva deciso di lasciare aperta la bombola del gas del proprio appartamento, preferendo distruggerlo piuttosto che cederlo ad un vicino che lo pressava per ottenerlo. Gli agenti, compreso immediatamente il pericolo concreto al quale erano esposti i numerosi condomini del grosso complesso abitativo, immediatamente si recavano sul posto, proprio mentre sopraggiungeva una Volante dell’U.P.G.S.P. nel frattempo allertata da un vicino.

A quel punto, i poliziotti rompevano la cabina dei contatori, provvedendo così a staccare la corrente elettrica a tutto il palazzo e, mentre correvano per le scale, avvisavano tutti i condomini di evacuare le rispettive abitazioni.

Giunti all’appartamento interessato, facevano ingresso trovando i locali già saturi di gas, in quanto le finestre erano state chiuse. Dopo aver aperto gli infissi, provvedevano a chiudere il rubinetto della bombola del gas; dopodiché giungevano i Vigili del Fuoco che mettevano in sicurezza l’immobile.

L’appartamento veniva posto sotto sequestro e il soggetto, in serata sottoposto ad accertamenti sanitari, veniva denunciato in stato di libertà per il reato di strage.

PUBBLICATI I REDDITI DELLA GIUNTA

Sono stati resi noti, nel rispetto della legge sulla “trasparenza”, approvata dal Garante della Privacy, sul sito del comune i redditi personali del sindaco Prof. Mauro Mangano e della sua giunta

I redditi della Giunta comunale: (in ordine decrescente):

BORZI 123.062 (lordi)

PALUMBO 93.118 (lordi)

MANGANO 62.535 (lordi)

CAMPISANO 32.218 (lordi)

MESSINA 9.433 (lordi)

GALATA’ NON DISPONIBILE (non pubblicato ad oggi)

QUI I REDDITI DEL CONSIGLIO COMUNALE 

Catania, cede l’asfalto in Viale Africa

Una voragine si è aperta su viale Africa accanto alla stazione Giovanni XXIII della Metropolitana. Il tratto di strada è stato chiuso al traffico veicolare. Sul posto sono presenti i vigili urbani e operai per gli interventi del caso. Si consiglia di evitare la zona di piazza Giovanni XXIII.

VIDEO DA CATANIA.MOBILIA.ORG

Sequestro di bar, società soldi e pure una Porsche

95047.it La nota stampa della Questura:

“Ancora un colpo sferrato al patrimonio di illecita provenienza da parte degli uomini dela Questura di Catania che, nell’ambito delle attività volte al contrasto della criminalità, ha dato esecuzione al decreto di sequestro ai fini della confisca, di tre imprese individuali, una società di capitali, una serie di conti correnti bancari con carte di credito nonché di numerosi beni mobili registrati, per un valore complessivo di oltre 3.500.000,00 di euro.
Il provvedimento è stato emanato dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di NOBILE Gaetano, di anni 31, un noto pluripregiudicato, orbitante nell’area di influenza della cosca “Cappello”.
L’Autorità Giudiziaria ha pienamente accolto il quadro ricostruito dagli investigatori della Questura che hanno seguito le intricatissime trame intessute da un gruppo di persone (familiari o semplici prestanome) le quali, con una serie di compravendite, affitti, cessioni e passaggi di proprietà hanno fatto di tutto per dissimulare la riconducibilità dei beni alla persona del Nobile.
Per ripercorrere le “piste” che dal patrimonio riportavano al pregiudicato, il Questore Marcello Cardona ha messo in campo una vera joint venture della legalità che si è avvalsa dell’esperienza degli operatori della Squadra Mobile e dei saperi degli uomini della Divisione di polizia Anticrimine della Questura che di misure di prevenzione si occupano ogni giorno.
Nel mirino delle indagini dei poliziotti sono caduti due noti locali della periferia ovest della città: il Bar Castello 2”, sito in questa via Armando Diaz n.52-56 appartenente alla “Sean S.r.l.”, l’impresa di Chisari Antonella e quella di Nobile Evelyn, rispettivamente moglie e sorella di Nobile Gaetano, e l’impresa di Ingrassia Antonio Paolo, il noto “Caffe’ Diaz”, con annessa rivendita di tabacchi, di via Armando Diaz n.17/D-19/A.
Ed ancora, il citato Tribunale ha disposto il sequestro di sei beni mobili registrati (quattro autovetture, un autocarro e un motociclo, in particolare, un’autovettura Porsche Macan “S”, una Mercedes GLA 220, una Mercedes B-200 CDI, una Smart City-Coupè, un autocarro Mercedes 166 e un motociclo Piaggio Vespa 125). Infine, è stato disposto il sequestro di numerosi conti correnti e rapporti bancari intestati e/o riconducibili a NOBILE Gaetano, per un ammontare complessivo di 65.000,00 euro.

Ciò che l’ordinanza del Tribunale rivela, oltre al gran numero di operazioni riguardo le titolarità delle imprese e delle relative licenze, è anche la meticolosa regolarità con cui venivano presentate le S.C.I.A. (Segnalazione Certificazione inizio Attività), i subentri nelle licenze, le richieste ai Monopoli di Stato (per ciò che concerne la rivendita di tabacchi) e tutti i ripetuti acquisti e talvolta immediati passaggi di proprietà – apparentemente privi di utilità – messi in atto tanto dal Nobile, quanto dai suoi prestanome proprio per mettersi al “riparo” da qualunque rilievo potesse essere eccepito dagli organi accertatori.
Patrimoni illegali si, ma in regola: un vero ossimoro.
NOBILE Gaetano è un soggetto sottoposto a provvedimento di “Avviso Orale”, motivo per il quale il Questore Marcello Cardona, lo ha proposto per l’irrogazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per un congruo periodo, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza;. è imparentato con esponenti di spicco del clan mafioso “Cappello” (gli zii, Sebastiano e Aurelio Balbo) e, sebbene relativamente giovane, si è distinto in numerosi e gravi episodi delittuosi, per i quali ha subìto condanne definitive, tra l’altro, per furto aggravato, rapina aggravata, sequestro di persona, evasione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Dai molteplici elementi investigativi raccolti – a tal proposito rileva la condotta da egli tenuta durante i periodi di carcerazione sofferti – è emersa la figura di un soggetto poco incline all’osservanza delle norme e con uno stile di vita sproporzionato alle capacità reddituali formalmente dichiarate. E’ emersa una personalità proclive a delinquere con una forte connotazione che lo fa emergere come soggetto socialmente pericoloso.
L’indagine patrimoniale ha evidenziato da un lato un’evidente quanto eclatante sproporzione tra quanto dichiarato e quanto posseduto e, dall’altro, la irregolarità del patrimonio così accumulato in quanto frutto di investimenti illeciti.
Proprio la sproporzione e l’irregolarità del patrimonio riconducibile al NOBILE ha fatto scattare l’applicabilità dell’articolo 20 del D. Lgs. 159/2011, un potente strumento a disposizione degli investigatori e dell’A.G. che consente di colpire i patrimoni illecitamente accumulati e/o reinvestiti in attività legittime e “alla luce del sole”.

C’era una volta…il Carnevale a Paternò

Agli inizi del secolo a Paternò si celebravano numerose feste, sacre e profane. Lo scrittore Carmelo Ciccia, nostro concittadino, a tal proposito, ha scritto che ci fu un tempo in cui, data la frequenza e la grandiosità delle feste, si sentì il bisogno di nominare addirittura un assessore ai festeggiamenti! Tale tradizione festaiola, che aveva la massima espressione, per la festa profana, in Carnevale, col mutare dei costumi e delle abitudini e soprattutto con l’attecchire, nella società moderna, della malapianta della delinquenza, ha intrapreso da tempo la via del tramonto, lasciando molta nostalgia a chi ora non è più tanto giovane!

Allora, quando la vita era più a misura d’uomo, la nostra Paternò era conosciuta ovunque oltre che per il “sanguinello” anche per la baldoria del suo Carnevale che, irrevocabilmente, prendeva il via dopo l’Epifania e durava un mese e passa fino alle Ceneri. Ad eccezione del periodo relativo alla prima e seconda guerra mondiale Paternò contava una tradizione che riusciva a competere con la vicina Acireale fino agli inizi degli anni settanta ed anche oltre; i balli in piazza e nelle pubbliche vie principali, una gioia di vivere, la spensieratezza collettiva, la valenza delle maestranze nell’addobbare i carri allegorici o le macchine infiorate, fecero si che il Carnevale paternese fosse più avvicinato alle tradizioni di Viareggio ed in ogni caso gli diedero l’appellativo del più bello, del più gaio, del più divertente, del più popolare Carnevale di Sicilia! Subito dopo l’Epifania la via principale registrava le presenze delle prime maschere più significative del Carnevale, Pulcinella, Arlecchino, Pierot; tanti giovani e vecchi si vestivano con abiti e maschere tali da non farsi riconoscere e spesso si fermavano in piazza a dar spettacolo…; tra le persone meno giovani c’erano, indimenticabili, alcuni protagonisti tipici del luogo, don Paolino Giusa, Don Emanuele Lo Faro, don Luigi Tomasello, lo spaccapietre inteso l'”avvocato”,… un trio che durante il Carnevale mostrava brio e spensieratezza per le vie della città! Per i giovani i più facinorosi erano gli studenti universitari che annunziavano il Carnevale in occasione della festa della matricola subito dopo l’Epifania.

La pista da ballo erano le piazze principali, piazza Indipendenza, piazza Quattro Canti, piazza San Giovanni, piazza S. Antonio Abate o Vittorio Veneto, il corso principale – ‘a strata ritta-, mentre la città faceva “toletta” per accogliere in festa i numerosi forestieri che, con ogni mezzo, ivi compreso il servizio pubblico della Circumetnea, da tutti i centri della provincia di Catania, raggiungevano Paternò per fare “quattro salti” in compagnia, per dimenticare i propri guai, coinvolti dalla spensieratezza che il Carnevale loro destinava nella via principale o in piazza Indipendenza, nei pressi del caffè Grasso o di fronte al bar Platania. Nelle ultime sere non c’era più a terra “una basola di pietra lavica” libera per accogliere dame e cavalieri danzanti sotto una pioggia di coriandoli multicolori, spensierati oltremodo, nella più gaia liceità… Semel in anno licet insanire!

Agli inizi degli anni trenta, quando il primo premio per il carro allegorico era di novecento lire, la musica era quella dei dischi grammofono, utilizzato dall’antico caffè Caserta, in piazza Vittorio Veneto, e successivamente messa a disposizione da artigiani del settore, come Luigi Castelli o Vito Giuffrida, per conto dell’Amministrazione Comunale, in tutte le piazze e la via principale, con altoparlanti installati nei balconi dei privati.
Potrebbe non essere ….C’era una volta, ma…

(Pippo Virgillito)

Ministero della Salute, stop alla vendita dei crostini “C’è un corpo estraneo”

Arriva lo stop da parte del Ministero della Salute che dispone il ritiro dal mercato dei crostini prodotti dalla San Giorgio srl con sede dello stabilimento alla via Per Ospitaletto 29/31 -25046- Cazzago San Martino (BS) , per la possibile presenza di corpo estraneo

CROSTINI – PRODOTTO DA FORNO TOSTATO E FRITTO

selex

PRODOTTO DA FORNO TOSTATO E FRITTO SELEX

LOTTO 065016 – SCADENZA 17/08/17

LOTTO 045116 – SCADENZA 22/08/17

LOTTO 015116 – SCADENZA 19/08/17

LOTTO 010417 – SCADENZA 23/09/17